beh, sembra che la primavera cosi difficilmente avuta ci lasci subito... almeno per alcuni giorni. oggi invece ho passato quasi l'intera giornata fuori per godermi anche gli ultimi raggi di sole... in luoghi splendidi ;)
Magari è l'effetto di questi raggi di sole che finalmente illuminano il mio soggiorno, e che mi fanno venire in mente, o meglio in cuore, l'Italia? Comunque mi piacerebbe continuare a scrivere su questo blog qua, gli ho pure regalato un nuovo design. :) Vedremo. Oramai che sono qui a scrivere: un saluto a tutti che ci passino ancora, per caso, da queste parti.
Per quel che riguarda questa pausa di... guarda, proprio mezz'anno: sono successe tante cose e da altri punti di vista anche poche - tipo, riguardo la scrittura delle mie tesi. ;) Comunque, il semestre passato non è passato senza un breve viaggio in Italia. Forse piu' tardi ne racconteró... poi, fra qualche settimana finisce il corso di guida turistica che sto frequentando a cominciare dalla fine di settembre.
Spero che stiate bene, e felici dell'arrivo della primavera quanto me. :)
Non so se ho già menzionato che i posti in cui si svolge la storia del Ragazzi di via Pàl si trovano vicino a casa mia. Recentemente hanno eretto - in via Pràter, però - un gruppo di statue per commemorare il centenario della pubblicazione del romanzo. So che alcuni di voi conoscono il libro (e sono anche coscienti del fatto che è stato scritto da un ungherese, di nome Ferenc Molnàr ;) - perciò oggi sono andata a prendere qualche foto.
Ecco il nuovo episodio della storia dell'estrema destra ungherese: una settimana fa si è ufficialmente formato un (altro) gruppo paramilitare, molto simile in apparenza a quelli degli anni '30 e '40 - una nuova opportunità per (a) dichiarare che dobbiamo preoccuparci di questi fenomeni (b) dichiarare che chi dice che dobbiamo preoccuparci di questi fenomeni vuole soltanto provocare paura ed isteria. (c) dichiarare che il popolo è sempre più affascinato dal fascismo (d) oppure che le nostre leggi sono troppo liberali. e poi pseudo-dialogo all'infinito. adoro che nel 2007 siamo ancora quà.
.: CRoNACA :.
Nella prima metà di agosto si è svolto il Sziget a Budapest, i nostri corrispondenti ci hanno passato due giorni. C'erano tanti italiani, tanti ungheresi, abbiamo incontrato olandesi, tedeschi, svizzeri, scozzesi, francesi... e vistitato dei bei concerti: Gogol Bordello, Mau Mau, Madness, Juliette Lewis and the Licks, e un altro gruppo del cui nome mi sono dimenticata... + siamo sopravvissute ad una grande tempesta venerdi notte, al ritorno a casa.
Il 20 agosto poi c'era la festa di Santo Stefano, del pane, e chissà che altro (ah ecco, della costituzione). Tutti fuori a festeggiare, tranne la sottoscritta che si sentiva male il 19 e passava la giornata seguente ancora a casa. comunque non faceva bel tempo...
.: SPoRT :.
Mi sa che c'è stata una certa partita a Budapest, anche se solo amichevole, finalmente vinta dai nostri... voi ne sapete qualcosa? :)
Parliamo invece del celeb spotting del mese, ho addirittura nuotato in una piscina con un nostro campione olimpico (vabbè... è stato 6.:) all'aquapark di una cittadina vicina, e l'ho visto fare i tuffi (ma in questo sono stata più brava io:P)
.: CuLTuRA :.
Vi raccomando On the road di John Barth se volete leggere qualcosa di inquietante, A Passage to India di E.M. Forster se il tema vi interessa, Things Fall Apart (di Chinua Achebe) se volete leggere il primo vero romanzo africano, e alla fine A fogsàg (La cattività) di György Spiró se parlate l'ungherese, e siete pronti a passare qualche cento pagine avventurose nell'Impero Romano del primo secolo, e intraprendere un viaggio da Roma a Gerusalemme e poi ad Alessandria - è un libro davvero impressionante, probabilmente quello più importante degli ultimi anni.
.: CoNCERTI :.
Se per caso vi trovate a Budapest, Vi consigliamo di visitare, il 1 settembre, il concerto di "Speak the Hungarian Rapper", che sará probabilmente il concerto piu' breve di tutti i tempi, dato che Speak ha una sola canzone, per fortuna. ma quella è diventata famosissima, almeno su youtube:
La cosa (per me) incredibile di questa registrazione è che almeno due dei quattro cantanti sono abbastanza conosciuti e, diciamo, bravi - normalmente. secondo un articolo recente uno dei due addirittura non riesce a ricordsi più di questo strano episodio della sua vita (avvenuto circa nel 2002 - la canzone è stata ispirata da 9/11 e la guerra contro Iraq, ma per qualche motivo allora non aveva un grande successo).
Ma alla fine, pure il rap all'ungherese è meglio della guerra... il vero messaggio è forse questo.
E' vero che oggi non è domenica, nè gennaio... comunque, il 1 agosto c'è una ricorrenza che mi autorizza a sentirmi un pò triste, perciò ho deciso che la tema di oggi sarà la tristezza all'ungherese (strettamente collegata alla festa all'ungherese - crediamo noi:)
Conoscete Gloomy Sunday? è una canzone ungherese dagli anni '30, chiamata anche "Hungarian suicide song", che appare anche nella Lista di Schindler:
"Triste Domenica (...) aveva avuto un certo successo negli anni Trenta, tanto che i governi di Ungheria, Polonia e Cecoslovacchia avevano prospettato la possibilità di metterla al bando, come responsabile di un'ondata di suicidi per un amore contrastato. Giovanotti sul punto di farsi saltare le cervella talvolta citavano i suoi versi nei messaggi d'addio. Da tempo la canzone era stata proibita dall'Ufficio Propaganda del Reich..."
- Hènry, un violinista ebreo la suona per un ufficiale SS, che poi esce sul balcone, e interrompe "quell'amabile convivio sparandosi in testa".
Infatti, anche il compositore stesso, e la sua ragazza si tolserò la vita (qualche decennio dopo). Ma quanto all'"effetto straordinario" di questa musica, è probabilmente una delle leggende urbane del novecento... la versione che mi piace di più (tra quelle che ho trovato su youtube) è questa di Sarah McLachlan.
L'altra canzone che vi propongo è di un gruppo ungherese contemporaneo chiamato Ghymes. ho tentato a tradurla, ma i testi delle loro canzoni sono generalmente abbastanza oscuri. E questo è soltanto uno dei motivi per cui li adoro :)
giaci sulla neve, bella
il ghiaccio dipinge la tua figura
sono asciutte le labbra
l'occasione è morta
penso i tuoi occhi
penso il tuo sorriso
un giglio color osso
sui tuoi capelli cascanti
si rinforza gennaio
l'uccello cade morto
giace sulla neve, bello
lo do alla tua mano
penso la velocità
penso l'altitudine
se c'è ancora quel cielo
oltre le mura dell'inverno
la strada beve i miei occhi
correndo verso il mare
sul tuo dito il mondo si siede
era da lui il dolore
dovresti vederlo, come si pente
- ti farebbe ridere
dov'è il calore, il calore
quell'amante della luce
lo vedo marciare lì
- me stesso, allontanandomi
la strada beve i miei occhi
correndo verso il mare
nel 2005, per un intero semestre non ascoltavo altro, poi l'anno scorso li ho visti al Sziget - mi sa che questo anno non ci saranno, ma li ascolterò di nuovo a settembre (6 o 9, al festival internazionale del vino e spumante al castello di Buda...;) sarà bello, ma comunque spero che l'agosto sarà luuungo e ancora più bello - e a questo punto: buone vacanze totalmente non-tristi a tutti! :)
31 luglio: giorno della scomparsa (non si sà esattamente, in quale senso) del poeta più conosciuto del nostro paese, Sándor (Alessandro) Petőfi. Morì o cadde prigionero in una delle ultime battaglie della rivoluzione e guerra dell'indipendenza di 1848-49, e così è diventato il simbolo della lotta per la libertà.
Dicono che Petőfi scrisse il verso più bello della letteratura ungherese, dal punto di vista fonetico:
- in una poesia alla moglie, in cui si chiede se lei si sarebbe sposata di nuovo, dopo la morte del marito. E infatti lei "butta il velo da vedova" già nel 1850. Ci sono anche altre poesie in cui Petőfi prevede la sua morte, e la sua fama dopo la morte.
...We have lingered in the chambers of the sea
By sea-girls wreathed with seaweed red and brown
Till human voices wake us, and we drown.
Venti del nord hanno portato un piccolo inverno (15 gradi oggi, dopo i 40 di solo qualche giorno fa) - e le notizie dalla Svezia... tra i film di Bergman ho visto soltanto Il posto delle fragole - il titolo ungherese, stranamente, non ha niente da fare con fragole - ma volevo sempre vederne altri, soprattutto Il settimo sigillo. ora l'ho definitivamente aggiunto all'elenco.
Ieri siamo andati al festival "Valle delle arti" che si svolge qua vicino, in 6 piccoli paesi. Sapevo che non c'era speranza di ritrovare l'atmosfera dell'anno scorso, quando passavamo un'intera settimana lì, in tenda, con tanta pioggia, e, all'inizio, un forte intento di assorbire cultura - siccome c'erano tanti programmi, concerti, teatro eccetera - ma negli ultimi giorni, ogni mattina c'era soltanto la gioia di aver sopravvissuto un'altra notte tra le formiche; la gioia di trovare il cielo limpido, se lo era, e poi, durante il giorno - visto che nel campeggio c'era anche un pub - la gioia di stare li, seduti o sdraiati sulle poltrone e divani sotto la tenda del pub, ascoltrare musica, chiacchierare o leggere un libro, poi magari la sera andare a vedere un concerto... qualche volta è arrivato un gruppo a suonarci musica zingara, e qualche volta bevevamo troppo. e, più strano di tutto, vivevo su fetti di pane con grasso e cibi a base di carne cotti in un pentolone, nel giardino, e un'altro cibo interessante, qualcosa tra pane e pizza, con pezzi di pancetta, formaggio e cipolla (si chiama "töki pompos") - dico strano, perché normalmente in 360 giorni su 365 non mangio carne... lì però era molto naturale così. e abbastanza rilassante (entspannend...:) tutta quella settimana. ieri invece - dato che era domenica, e siamo andati nel paese più "commerciale" dei 6 - abbiamo, prima di tutto, trovato un ingorgo terribile, poi migliaia di gente per le strade, di programmi carini, invece, pochissimi. comunque, töki pompos l'ho trovato e assaggiato di nuovo, e per fortuna, quello non è cambiato.
Alla fine, non vado in Italia... invece, ho cominciato ad imparare il tedesco da un dvd, a guardare Scrubs (and the janitor's sooo cute!) e a leggere un lunghissimo romanzo ungherese, di un ebreo che vive a Roma nei tempi di Cristo: gli capita di dover intraprendere un viaggio per l'Oriente (Gerusalemme, Alessandria) - dicono che è il primo importante romanzo "post-postmoderno" nella nostra letteratura, dato che racconta una vera e propria storia - meno male, eh?... a proposito del romanzo, a me invece è capitato di riflettere un pò sulle illusioni - illusioni in cui mi getto volutamente o ingenuamente, siano libri, canzoni o film, l'illusione dei soggiorni in italia o del blogging, l'illusione di poter diventare... di essere forse capace di... di vivere un giorno... su illusioni di tutti i tipi, insomma, e sulla sensazione di essere perduta in esse, e di perderle alla fine... e pensando a cosa sarebbe più reale, mi sembrava di dover, comunque, vivere in un mondo di illusioni (alcune effimere, altre più durature), in cui la verità non esiste, o almeno non è accessibile, cioè è inutile cercarla: quello che conta, invece, è trovare le giuste illusioni - magari illusioni per un'intera vita; avere fiducia in quello che stiamo facendo, vivendo o godendo nel dato momento, invece di tutte le considerazioni inutili di altre possibilità, o del pericolo di illudersi... il pericolo sta in disilludersi, e pensare troppo (cf. who's the best surgeon, Turk or The Todd... o cf. Amleto... o cf. questo paragrafo scemo vs. l'importanza di andare a letto in tempo...:)
Durante una graziosa chattata, abbiamo parlato - tra altre cose - della letteratura ungherese (tradotta in italiano). E infatti, in questi giorni (a cominciare dal Leo Cohen Day) mi viene in mente spesso il fatto che appartenere ad una nazione (abbastanza) piccola (e troppo orgogliosa) ci offre tutti questi bei momenti: ritrovare dei riferimenti al nostro paese nei posti piu' inaspettati, tipo
...e, soprattutto, nelle librerie italiane... :) Márai, Esterházy, Szabó, e altri ancora... tipo, una ragazza ungherese vorrebbe dare un regalo carino ad una persona speciale, anche se colui a quel momento si trova abbastanza lontano, ed improvvisamente, in una libreria di Roma, trova il libro piu' significante della sua infanzia - un libro ungherese, tradotto in italiano... (naturalmente lo compra subito, non sapendo ancora in che modo mandarglielo, ma appena l'ha comprato, arriva il messaggio che annunci la visita - del tutto inaspettato - del ragazzo... un libro per bambini sembrerá poi un regalo un po' scemo, ma viene accolto bene, date le circostanze favolose:)
Certo, riferimenti all'ungheria ci devono essere per forza, di qua' e di la', comunque, credo che ci facciano sempre piacere... almeno in questi casi... venire a sapere, per esempio, della Pietá danneggiata da un pazzo di origine ungherese, e' un'altra cosa...
Ho sentito e parlato molto poi, in questi giorni, di certi presidi e caserme, che si trovano pure sul confine, e ho realizzato che devo assolutamente rileggere Scuola sulla frontiera, romanzo di Géza Ottlik, che avevo letto tanto tempo fa, ma che probabilmente apprezzero' ancora di piu' adesso, che sono piu' matura (ma quanto...:) Di questo libro, bisogna sapere che il nostro grande scrittore contemporaneo, Esterházy (il cui romanzo Harmonia caelestis e' un'altra cosa che devo assolutamente leggere... un giorno...) lo ritiene tanto importante... lo potete scoprire in questo articolo, esattamente quanto! ;)
A proposito di Esterházy, qualche mese fa, al festival dei libri a budapest, abbiamo partecipato alla consegna del gran premio di 2007 - ed e' venuto fuori che il suo cane si chiama Umberto. Eco (ah si - il premio veniva consegnato a lui:) ha promesso di chiamare un suo eventuale futuro cane Esterházy - o piuttosto, Péter. Purtroppo, l'allergia della sua moglie non consente l'acquisto. (A questo punto, Eco disse una battuta abbastanza brutta, se mi ricordo bene...)
Ok, e adesso basta con la letteratura, la prossima volta si parlera' dei grandi calciatori ungheresi ;)
Do I contradict myself?
Very well then I contradict myself...
Qualche giorno fa ho sentito qualcosa di molto brutto alla radio, che mi ha ispirato ad imagineareun mondo piu' felice, in cui non esistono cover version di certe canzoni, soprattutto di Yesterday. oggi ci ho ripensato, pero'. Ho anche realizzato che e' stato ieri il quarto anniversario della morte prematura e inaspettata di una nostra cantante della voce (per me) magica, Cserháti Zsuzsa.
Bellissimo questo uomo... ehmmm questa voce, intendo :)
Sto ascoltando le sue canzoni tutto il giorno, e mi piace tantissssimo Closing Time.
Ho anche cominciato a leggereThe Favourite Game...